I Greci frequentarono il nostro promontorio per la necessità di rapporti commerciali con gli indigeni, favoriti anche dalle possibilità di approdo esistenti in quell’epoca alla foce del fiume Testene, che raggiungeva la baia della Licina. Nel corso del VI secolo eressero, un Artemision, un tempio in onore di Artemide, dea della caccia.In epoca antica si utilizzò il termine greco “PETRA”, appunto promontorio, come nome dato al posto dove era stato eretto il tempio.
ERCULA, in ricordo dell’eroe che nel suo viaggio verso la Sicilia avrebbe attraversato. Ercula nacque tra il I secolo a.C. e il V secolo d.C., dall’incrociarsi di due eventi particolari : il primo del tutto naturale, quello dell’insabbiamento dovuto al bradisismo litoraneo nel vicino porto dell’allora Posidonia; il secondo in epoca romana, quando diminuì l’attenzione verso il promontorio, ciò spiegato col concentrarsi dell’interesse commerciale e residenziale lungo il litorale dell’attuale San Marco di Agropoli.
Le prime tracce di presenza dell’uomo sul promontorio di Agropoli risalgono al Neolitico, ma è nell'età Protostorica che si ha un primo insediamento nella parte più alta del promontorio, occupata poi dal Castello. Questa zona venne chiamata PALO, dal significato di “protuberanza collinare”. La popolazione viveva di caccia e pesca. Inoltre era già tradizione antica venerare delle Divinità : queste, prima i Greci e poi, successivamente i Romani, le identificarono in ERACLE e ARTEMIDE per i primi e ERCOLE e DIANA per i secondi.