Acropolis bed and breakfast

Via granatelle n° 5
Agropoli

email: acropolisbed@tiscali.it

cell. +39 380.1248687
 
IL CASTELLO ANGIOINO-ARAGONESE è a pianta triangolare e con 3 torri circolari, si erge sul promontorio incastrandosi come un vertice nell'interno dell'area del borgo antico, mentre la base si protende al di fuori del nucleo abitato, come fortificazione avanzata sul versante collinare dal pendio più dolce e più esposto agli assalti. Attorno alle mura del castello gira un largo e profondo fossato, ormai ben distinguibile solo sul lato verso il borgo, mentre è quasi scomparso il dislivello sul lato orientale a causa dei lavori agricoli e dei cedimenti del terreno avutisi nel corso dei secoli.
Il castello di Agropoli è legato in particolare a due personaggi: Luisa Sanfelice, personaggio minore della rivoluzione napoletana del 1799, la cui vicenda umana ispirò il romanzo di Alexandre Dumas (padre) La San Felice e la scrittrice francese Marguerite Yourcenar che vi ambientò il racconto “Anna, soror”.
 
 
Il 24 luglio, ad Agropoli ricorre la festa della Madonna di Costantinopoli, Stella Maris, protettrice della gente di mare, a cui è dedicata la piccola chiesa con il campanile e l’orologio a picco sulla rupe di Agropoli.  Ogni anno, in occasione di questa festa, ricca di antiche reminiscenze propiziatorie, gli agropolesi ripetono una suggestiva processione, in cui la statua della Madonna, dopo aver attraversato le vie cittadine fino al porto, viene imbarcata su un peschereccio e portata per mare, seguita da una piccola flotta di imbarcazioni da pesca e da diporto.
 
LA PORTA DI AGROPOLI è formata da due aperture: sulla destra della porta principale c’è una porta secondaria ad arco ribassato, aperta agli inizi del XX sec. e tra le due aperture è visibile una feritoia che permetteva la vigilanza e l’eventuale difesa. Al di sopra della porta principale si nota lo stemma marmoreo dei Duchi Delli Monti Sanfelice, ultimi possessori feudali della città. La Porta è  parte integrante della cinta muraria, costruita in pietra locale e composta da un braccio meridionale e da un braccio settentrionale che si imperniano sul Castello e si concludono sullo strapiombo della Rupe che costituiva la difesa naturale dagli invasori.
 
 
IL MUSEO CIVICO DI AGROPOLI
La storia dei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo è fatta di popoli di naviganti, di rotte, di scoperte, di commerci, di avventure e di avvincenti conquiste. Spesso ciò che rimane di queste antiche vicende non è che un segno: tracce labili ed isolate di moli ormai sommersi, frustuli di anfore e parti di ancore. Per raccontare parte di questa storia una sala è stata dedicata al mare ed ai rinvenimenti subacquei di Punta Tresino, approdo naturale situato nell’area a sud della bellissima Baia di Trentova, e già ben noto dalle fonti antiche. Numerose anfore ed àncore, arcaiche e romane, recuperate da pescatori e dal locale gruppo subacqueo, documentano la grande rete di traffici che fin dalla Protostoria, senza soluzione di continuità, ha investito la rotta compresa tra i Promontori di Punta Licosa e Punta della Campanella.  Dalle fasi più antiche di occupazione del territorio e per tutta l’età Romana, quest’area è stata considerata uno degli approdi naturali più importanti della costa, tanto da prevedere l’impianto di una villa marittima ed il conseguente consolidamento di parte del promontorio, con la costruzione di un magnifico muro di terrazzamento, ancora ben visibile da chi naviga lungo la costa. Ed è proprio alla tipologia della villa marittima ed alla sua importanza nel mondo romano che è stato dedicato un video didattico, parte integrante dell’allestimento proposto, utile ad inquadrare i pochi resti indagati del Saùco, una delle ville d’otium più antiche della Campania.
IL GUSTO DEL VERO CIBO CILENTANO
Alici ripiene.
Questo modo di cucinare le alici è tipico del Cilento, un modo come sempre gustoso di mangiare pesce, sopratutto pesce azzurro così tanto citato nella Dieta Mediterranea in quanto ha un alto contenuto di grassi "buoni", gli Omega-3, indispensabili per il corretto funzionamento dell'organismo.
 
 
Prodotto avente caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate anche all'estero, il “Fico bianco del Cilento” DOP deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno.
 
 
CACIORICOTTA CILENTANA
L’adattamento alle condizioni ambientali dell’area ha determinato, nei secoli, la differenziazione di una popolazione autoctona con caratteristiche specifiche di capre Questa popolazione, conosciuta come capra del Cilento (o Cilentana), comprende tre sottogruppi, differenziati per il colore del mantello: grigio, fulvo o più spesso nero. Le ottime qualità del pascolo e del tipo di allevamento delle capre si rispecchiano nei formaggi prodotti, che si distinguono per la complessità aromatica.
 
Oltre questi prodotti che abbiamo presentato noi, il Cilento, essendo ricco di storia e tradizioni secolari, ha una cultura gastronomica che si esprime attraverso anche quelli che in origine erano addirittura definiti "piatti poveri". Gusti in parte dimenticati forse per colpa della vita frenetica odierna, ma che oggi vivono di nuova luce. Un'arte culinaria, quella del Cilento, in grado di custodire e racchiudere la tipicità e la tradizione provenienti dal mare e dalla terra, pietanze che compongono la rinomata dieta mediterranea. Ed è proprio la tradizione contadina cilentana che ci ha tramandato antiche ricette, buone semplici e salutari. Nel Cilento la tradizione alimentare si basa sull'amore per le cose buone e sulla passione per la cucina autentica e genuina; fusilli, pane casereccio, ragù, pizze campagnole, verdure ripiene, l'olio di oliva, il vino, il pane e la pasta, i legumi secchi, la frutta, gli ortaggi e le verdure. La cucina cilentana, una cucina che ama i ritmi lenti, cotture lunghe, formaggi stagionati e pascoli allo stato brado. Una cucina che utilizza spezie autoctone che ancora si ritrovano tra gole, altopiani e colline del territorio. Le ricette cilentane rappresentano un vero inno ai prodotti tipici del territorio e alle tradizioni che si tramandano attreverso le generazioni.